5 proposte concrete e immediate

Cinque proposte applicabili da subito

Come raccogliere le risorse necessarie per questa profonda trasformazione? Sapendo che la strada verso la gratuità è lunga e non può che essere percorsa passo dopo passo in maniera progressiva, indichiamo cinque misure immediatamente eseguibili che accompagnerebbero il nostro Paese verso la prospettiva di un sistema formativo e culturale realmente aperto, di una società meno diseguale, di un modello di sviluppo più innovativo.

  1. Una tassazione veramente progressiva e una seria lotta alla grande evasione ed elusione fiscale consentirebbe di recuperare un’ingente quantità di risorse da investire (anche) nell’istruzione e nella cultura. La vera ipoteca sullo sviluppo del nostro Paese è la ricchezza che si accumula sempre più in alto: sbloccare quelle risorse significa sbloccare il futuro. Una proposta concreta e immediata? L’assoggettamento all’Irpef delle rendite finanziarie, sulla base delle stime presentate dal Governo, vale circa 2,4 mld di € (link). Quanto è sufficiente per abolire la tassazione universitaria e garantire la mobilità gratuita a tutti gli studenti universitari;

  2. Mentre in questi anni l’Italia ha disinvestito sulla formazione e la cultura, non ha badato a spese sull’acquisto di armi e sulla progettazione e realizzazione di grandi opere inutili. Con un casco utilizzato dai piloti dei velivoli F-35 (430.000 €) si pagano 215 borse di studio (link); con dieci metri di TAV (1,58 mln di €) si comprano i libri di testo a quasi 3.000 studenti (link). Dimezzando le spese per l’acquisto di nuovi armamenti militari previste dal Governo Renzi (13 mld di € nel triennio 2015-2017 (link)) si otterrebbero 2,5 mld di € l’anno per avvicinarsi ulteriormente all’obiettivo dell’istruzione e della cultura gratuite e di qualità;

  3. Con la Buona Scuola il Governo Renzi ha stanziato ben 497 mln di € per le scuole private, raggiunti grazie all’aggiunta di ulteriori 25 mln di € in Legge di Stabilità (link). Se a ciò aggiungiamo gli sgravi fiscali per le famiglie che iscrivono i propri figli alle scuole private e che si traducono in minori entrate per lo Stato (116,2 mln di € secondo le previsioni del Miur (link)), otteniamo più di 600 mln di € che potrebbe essere investiti nella lotta all’abbandono scolastico. Perché tutti devono aver diritto a frequentare una scuola pubblica, laica, di qualità;

  4. Il “bonus cultura” varato dal Governo con la Legge di Stabilità di quest’anno prevede di erogare 500 € per le spese ai neodiciottenni (italiani e incensurati). Si tratta di 290 mln di € (link) che costituiranno una sorta di paghetta – o di favore elettorale? -, una misura una tantum assolutamente inadatta a fronteggiare il problema dell’accesso alla cultura nel nostro Paese. Meno di metà di quella cifra sarebbe sufficiente per rendere gratuito l’accesso al patrimonio museale e archeologico statale. Quello che avanza (154,5 mln di €) potrebbe contribuire, assieme ai fondi recuperati dai finanziamenti alle scuole private, alla lotta all’abbandono scolastico;

  5. Il caro libri è un problema sentito da tutti i soggetti in formazione, dalla scuola all’università. Dietro l’aumento dei costi si nasconde la lobby dei grandi editori, che specula su un’idea di proprietà intellettuale che premia la rendita e attacca la libertà di produzione e circolazione della conoscenza, delle idee, dei prodotti artistici e culturali. Per questa ragione crediamo che vada profondamente rivista la normativa sul diritto d’autore: recentemente Germania e Paesi Bassi hanno fatto il passo importante di riconoscere agli autori di opere scientifiche un diritto di ripubblicazione, non derogabile per via contrattuale, sottraendo così i ricercatori dal ricatto della lobby dell’editoria scientifica (link). Difficile in questo campo calcolare le ricadute economiche, ma crediamo che sarebbe un primo, importante passo – anche se non sufficiente a risolvere il problema dell’accesso alla conoscenza – che anche il nostro Paese dovrebbe compiere.